LE
PATINE

LE
PATINE

Nella logica che ispira la creatività della nostra azienda, fino a caratterizzarne in modo unico lo stile, le patine rappresentano l’elemento distintivo.
Ogni nostro manufatto, ogni nostra creazione ha una patina vissuta, unica ed irripetibile.
Il legno e il ferro vengono trattati con rispetto, lavorati con tecniche artigiane antiche conservando i metodi originali del passato.
Il risultato finale porta ad oggetti inconfondibilmente riconoscibili ed identificabili come “Porte del Passato”.
Ecco , di seguito, alcuni esempi.

Le nostre cere sono naturali; cere d’api scaldate e passate sulla superficie con la giusta manualità.
I colori sono tutti naturali, da noi composti ed anche calibrati.
Nelle laccature, la fase di gessatura, doratura su bolo e meccatura sono eseguiti su basi consistenti e con molti passaggi di lavorazione; in questo modo la laccatura o la decapatura risultano di sostanza e corpose.
Le tecniche di invecchiamento richiedono molti passaggi e, soprattutto, partono dalla concezione di fondo che un aspetto antico della superficie nasce da un lavoro certosino a partire dalla base del processo (vale a dire dalla gessatura, in caso di lacche e dalla ripulitura, in caso di legni naturali antichi).
Centrale e fondamentale è il rispetto per i legni antichi.
E’ ammessa la ripulitura purché essa non comporti alterazione delle superfici, che anzi tramite essa dovrebbero ancor più mostrare l’aspetto vissuto che ha conferito il passare del tempo.
Le tecniche di costruzione antiche, quali incastri, chiodi rigirati e testaroli aiutano a conferire al manufatto una patina finale ancor più vissuta e speciale.

Un’ottima patina renderà un oggetto più amabile per chi ama la cultura artigianale del legno.
Non si tratta di copie, bensì di conservazione e rivalutazione delle qualità estetiche e funzionali del passato, al fine di mantenere vivo il concetto di opera unica ed irripetibile del manufatto.

LE
NAPPE

LE
NAPPE

Per rendere ancora più preziosi i nostri mobili e le nostre porte possiamo applicarvi delle nappe realizzate da sapienti mani artigiane.La nappa si utilizzava già nel tardo ‘500 per adornare tende, tessuti e cuscini e renderlicosì ancora più belli e raffinati. Nel tempo hanno trovato applicazione anche in altri ambiti come veri e propri accessori di arredo.

Ancora oggi, come una volta, le nappe più preziose sono cucite a mano utilizzando tessuti antichi perlopiù di origine italiana e francese. Così, i velluti, il lino e le sete più pregiati vengono assemblati a passamanerie, cordoncini, perline e a volte antichi frammenti di fregi in legno, ponendo particolare attenzione all’uso dei colori, per creare delle vere e proprie opere d’arte.

Le forme sono delle più varie, generalmente pendenti con fili e cordoncini di varie lunghezze che cadono morbidi verso il basso; ma anche forme rotonde, quadrate o che ricordano vagamente fiori o gli abiti delle dame dell’800.

La scelta delle nappe è tutt’altro che semplice e banale. Si tratta di un piccolo oggetto ornamentale, ma con una grande importanza nel completare e confermare uno stile o nel conferire maggiore eleganza.

È importante che i colori si sposino perfettamente a quelli del mobile o porta nel quale vogliamo applicarla. Dobbiamo inoltre tenere ben presente lo stile della stanza e degli arredi per creare una coerenza stilistica e cromatica perfetta.

Porte del Passato realizza nappe originali ed esclusive anche su richiesta dei propri clienti che possono scegliere colori, forme e materiali a proprio gusto. Ai preziosi tessuti antichi di origine francese e fiorentina vengono spesso applicati oggetti in ottone e ferro antichi o vecchi frammenti dorati in foglia che raccontano già una loro storia e che possono quindi solo aumentare il fascino e il sapore di questi ornamenti e dei mobili sui quali verranno utilizzati.

LO STILE 
SHAKER

LO STILE 
SHAKER

Essenzialità come atto di fede

Lo stile Shaker prende il suo nome dai cosiddetti “Shaking Quakers” (Quaccheri che si dimenano), infatti i proseliti di questa grande comunità religiosa, diffusasi a partire dal 1774 in Massachusetts (USA) e cresciuta nei decenni a seguire soprattutto negli stati Americani del New England, durante le cerimonie religiose erano soliti ballare, agitando mani e piedi, per mondarsi dai peccati e dagli influssi negativi. Alla base della filosofia di vita Shaker erano: il valore della collettività, la proprietà comune, il celibato, la pace, la parità dei generi. Gli Shaker, ispirati da questi principi, fissarono una assoluta identità tra forma e funzione delle cose, guidati da un concetto estetico che fa risiedere la bellezza soltanto nell’utilità. Per questo anticiparono di più d’un secolo le teorie del design moderno eliminando ogni elemento non funzionale dagli arredi e oggetti che costruivano, creando uno stile unico caratterizzato dall’essenzialità.
Da questa sua origine “settaria” lo stile Shaker si è diffuso conquistando il gusto degli Americani prima e del mondo poi, ma conservando i propri tratti distintivi nella semplicità delle linee che modellano il legno, materia prima prediletta e dono divino. La sensazione che ancora oggi trasmette un arredamento in puro stile Shaker è quella di pulizia, perfezione, ordine, estrema funzionalità e praticità. L’ambiente domestico in cui questo stile trova la sua naturale attitudine e senz’altro la cucina, dove il dettame Shaker secondo cui ogni oggetto deve avere e conservare il proprio posto esatto, trova la più ovvia applicazione. Di una bellezza austera, ma caldamente accogliente la Cucina in stile Shaker non è mai stata così apprezzata come ai giorni nostri, nel mondo intero. I legni a finitura naturale dei primi mobili Shaker hanno lasciato spazio, o si abbinano bene, a laccature più o meno corpose, che spaziano dalle tonalità più chiare dei bianchi e dei colori pastello a tinte decisamente più forti e scure. Le linee delle ante sui capienti scaffali sono semplici, lineari, accennando nelle molte varianti timide scorniciature che impreziosiscono uno Shaker appena più ricco, ma senza dimenticarne il carattere puritano. La modularità estremamente versatile della Cucina artigianale in stile Shaker permette di sfruttare al meglio lo spazio disponibile in un ambiente, che può essere ottimizzato mediante pose a contatto e sovrapposizioni in soluzioni di continuità tra i vari elementi contenitori pensili. La scelta e l’introduzione di molti complementi caratteristici della Cucina Country artigianale quali piattaie, ramaie, mensole è molto facilitata dalla duttilità estetica delle linee Shaker, che permette di rendere contenitivi perfino elementi solitamente solo strutturali come cappe e colonne calate. La semplicità innata del design Shaker lo rende inoltre estremamente adatto agli accostamenti con molti altri stili di arredo, rendendo possibili infiniti abbinamenti di sicuro impatto estetico. A tutto ciò si unisce una grande piacevolezza di utilizzo e una atmosfera di indubbia accoglienza.

LO STILE
GUSTAVIANO

LO STILE
GUSTAVIANO

L’eleganza della luce

La storia dell’arredamento in stile Gustaviano iniziò quando il futuro re di Svezia, Gustavo III, tornò in patria dopo una lunga permanenza in Francia alla corte del re Luigi XVI a Versailles. Durante quel periodo il monarca Svedese fu affascinato dallo stile Neoclassico in gran voga alla corte Francese, tanto da volerlo ricreare all’interno dei palazzi di Svezia. In particolare questo felice capriccio regale produsse una squisita miscela a metà tra gli stili di arredo Neoclassico e Rococò Francese, ma alleggerita dagli eccessi e rimodulata su nuovi canoni, più puliti e adatti al sobrio stile nordico. Lo stile si diffuse quindi dapprima nei palazzi reali di Drottningholm e Gripsholm, ma presto conquistò i gusti della borghesia, arredando i cottage di campagna con declinazioni più rustiche e casalinghe. Mentre nelle corti gli arredi Gustaviani venivano impreziositi da dorature, nelle case di campagna erano semplicemente dipinti di color bianco opaco, color crema o grigio. Queste finiture di colori molto chiari donavano luce agli ambienti, una funzionalità importante nelle lunghe oscurità invernali. Questa evoluzione popolare e talvolta rurale dei tratti del Gustaviano caratterizzò ulteriormente i canoni strutturali e cromatici dello stile, gli stessi che conferiscono, ancora oggi, una eleganza leggera e luminosa alla sua candida austerità. Patine opache di legni dipinti da un candore quasi incipriato vestono gambe scolpite di tavoli, sedie, divani, rosoni, grandi specchi, lampadari da cinque o sette braccia di candelabri, applique con candele. Mobili di ogni tipo: armadi, cassettoni, tolette, comodini, secretaire, credenze, stipi, vetrine e porte si vestono di delicate fregiature intarsiate. A queste si legano sovente eleganti motivi a canne verticali, su geometrie varie di rettangoli o rombi abbinate a delicate scolpiture che fanno prezioso rilievo su ante e cassetti. Fini ferrature, spesso dipinte in una pallida uniformità con i legni opachi, sono sapientemente lavorate in armonia con la classicità delle origini di questo stile. Tutto ciò trova giusto risalto sulle chiare superfici lisce degli arredi Gustaviani che, snelle e generose, rimbalzano una luce capace di armonizzare l’intero ambiente in una atmosfera impareggiabile, ovattata ed assolutamente accogliente.

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